Risultati a 7 cifre per le gallerie di Art Basel. Ecco le opere vendute e a che prezzi

I collezionisti di tutto il mondo aspettano con ansia la fiera d’arte contemporanea più importante dell’anno, sinonimo e garanzia di una qualità artistica che non ha eguali. Termometro del mercato dell’arte, Art Basel 2017 a Basilea è stata caratterizzata da un’atmosfera calma e allegra che ha portato a vendite cospicue a dimostrazione del momento economico tranquillo e della ripresa del mercato.

Nonostante l’instabilità derivante dall’amministrazione Trump per il mercato americano e gli strascichi del 2016, le transazioni avvenute in fiera dimostrano come siano tornati carichi i collezionisti provenienti dagli USA, dall’Europa Occidentale e dalla Cina.

Alte le cifre proposte e altrettanto alti i prezzi di realizzo per questa edizione a marchio Art Basel. Solo lo stand del gallerista David Zwirner ha esposto opere per un totale di circa 100 milioni di dollari, tra cui il lavoro di Sigmar Polke del valore di 10 milioni di dollari; mentre il controvalore in arte dello stand di Mnuchin Gallery è di circa 65 milioni di dollari. Entusiasti sono stati gli animi dei galleristi più famosi che già dalla prima giornata di apertura non hanno fatto a meno di utilizzare parole come best ever e record nel descrivere i propri risultati.

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Zwirner ha dichiarato che quella di quest’anno ha tutti i numeri per rappresentare la sua migliore fiera in assoluto. Il secondo giorno infatti ha raggiunto vendite per 40 milioni di dollari. Ecco le principali: Sacco di Alberto Burri (1954) per oltre 10 milioni di dollari, Natchkappe I di Sigmar Polke (1986) per 8 milioni di euro, una selezione di dipinti e opere su carta di Marlene Dumas ha realizzato un prezzo compreso tra 150.000 e 3 milioni di dollari, oltre le molteplici opere di Wolfgang Tillmans (oltre 20, secondo un rapporto di vendita pubblicato dalla fiera). Anche gli artisti più giovani hanno ottenuto buoni risultati, come l’opera Untitled di Jordan Wolfson venduta per 350.000 dollari.

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Lévy Gorvy ha portato un dipinto da 35 milioni di dollari di Jean-Michel Basquiat. Il partner Brett Gorvy ha dichiarato di averlo venduto per il collezionista Peter Brant prima del record di Basquiat di 110,5 milioni di dollari. Gli altri risultati della galleria comprendono una pittura ad olio di Philip Guston (1970) venduta a circa 15 milioni di dollari e un Achrome di Piero Manzoni (1958-1959) per oltre 10 milioni di euro acquistato da una collezione privata europea.

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La Mnuchin Gallery di New York ha realizzato per Smear di Mark Bradford (2015), un lavoro misto e collage su tela, un prezzo di 5 milioni di dollari; stessa cifra per Untitled # 9 di Agnes Martin (1988); per Untitled di Christopher Wool del 2002, 3,5 milioni di dollari e per la scultura di cera di Bruce NaumanAndrew Head/Julie Head/Rinde Head  (1990) è stato raggiunto il prezzo di 3,6 milioni di dollari.

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Si conferma alta la domanda per le opere di Sigmar Polke, anche giustificata dalla sua grande retrospettiva avvenuta qualche anno fa. Michael Werner ha venduto un suo lavoro per 3,5 milioni di euro a un collezionista europeo e Galerie Thaddaeus Ropac ne ha venduto un altro (Untitled, 1983-1984) per 4 milioni di dollari.

In calo il collezionismo asiatico rispetto agli americani e agli europei, non tanto per la capacità di acquisto ma per la reattività sul mercato. Vero, ma non per tutti. Zwirner ha constatato una minor attività con i collezionisti asiatici rispetto all’anno scorso e Thaddaeus Ropac ha dichiarato che gli acquirenti asiatici risultano essere molti meno al suo stand. “They would have bought, but they were late,” ha detto con un sorriso “Europeans and Americans are still the fastest.”

 

 

Dai risultati della fiera si nota come il numero dei milionari a livello mondiale – come spiega anche il The Art Market | 2017 – sia aumentato considerevolmente dal 2000 (+155% nel 2016). Quelli con ricchezza maggiore ai 50 milioni di dollari sono aumentati ancora ​​più velocemente (di oltre il 215%). Gran parte di tale crescita avviene nei mercati emergenti e in particolare in Asia.

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Secondo Ropac invece i cinesi sono molto più sicuri, operano ormai sul mercato abbastanza a lungo da aver sviluppato un sufficiente grado di esperienza e serietà, tanto che non puntano più su offerte irrealistiche. La galleria ha venduto un dipinto di Robert Rauschenberg ad un acquirente asiatico per un milione di dollari. Altre vendite includono un Untitled (Eagle) (2017) di Robert Longo per $ 500.000, Nach Unten Durch Die Tür (2017) e Weiter Abwärts (2017) di Georg Baselitz per € 500.000 ciascuno e Untitled di Adrian Ghenie del 2017 per $ 250.000.

La galleria Hauser & Wirth ha dichiarato di aver venduto molto ai collezionisti asiatici e il senior director Neil Wenman ha dichiarato: “Stiamo lavorando molto a stretto contatto con loro per costruire le loro collezioni … stanno realmente capendo il valore delle opere“. Il suo stand comprendeva opere come il summenzionato Manzoni e Guston. Le vendite comprendono l’Untitled di Guston (1969) per 2 milioni di dollari, la scultura inedita del triangolo d’acciaio di Richard Serra del 1975 per 3,5 milioni di dollari e una pittura a olio di Eva Hesse (No title, 1961) venduta ad un museo cinese.

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Neil Dundas, senior curator della Goodman Gallery del Sudafrica, ha dichiarato che il suo stand ha visto un grande interesse da parte delle istituzioni. “È vero che molti dei grandi musei soffrono di tagli di bilancio, ma stanno cercando di aiutare privati ​​a finanziare grandi acquisizioni” ha detto, confermando vendite di opere degli artisti più giovani alle istituzioni europee, britanniche e americane.

Goodman ha riferito di aver venduto opere di quasi tutti gli artisti presentati in fiera, dal classico fotografo di 86 anni David Goldblatt, al loro più giovane e più recente artista, Nolan Oswald Dennis, la cui installazione excerpt: constellations (Black Liberation Zodiac) (2017), è stata acquistata da noti collezionisti della Contemporary African Art and Photographer Jean Pigozzi per € 20.000. Il video Softonic di William Kentridge (2016) è stato venduto per $ 180.000 e The Grid of 2017 –  RFGA (2017) di Ghada Amer è stato venduto per $ 150.000.

Altre vendite milionarie sono da considerarsi quelle di Gerhard Richter per quasi 5 milioni di dollari da Di Donna Gallery, che partecipa per la prima volta ad Art Basel e una stampa a colori chromogenic di Cindy Sherman per 1,5 milioni di dollari dalla galleria Metro Pictures Galerie.

 

 

Credits
Img. di copertina: Sprüth Magers, Otto Piene, Unlimited Section at Art Basel 2017 © Art Basel
Img. 1: Installation view of David Zwirner’s booth at Art Basel, 2017. Photo by Benjamin Westoby for Artsy
Img. 2: Installation view of Lévy Gorvy’s booth at © Art Basel
Img. 3: Installation view of Mnuchin Gallery’s booth at Art Basel, 2017. Photo by Benjamin Westoby for Artsy
Img. 4: Installation view of Michael Werner Gallery’s booth at © Art Basel
Img. 5: Sigmar Polke, Untitled, 1983. Courtesy of Galerie Thaddaeus Ropac
Img. 6: Installation view of Goodman Gallery’s booth at Art Basel, 2017. Photo by Benjamin Westoby for Artsy

 

 

 

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