10 artiste inglesi contemporanee che dovresti conoscere

Un po’ per orgoglio femminile, un po’ per dovere di cronaca, vi offriamo una panoramica sulle artiste donne inglesi che non si possono non conoscere.  Queste sono le dieci artiste inglesi più importanti nello scenario contemporaneo.

Fiona Banner

Con una nomination per il Turner Prize nel 2002, Fiona Banner crea disegni, sculture e installazioni incentrate per lo più sulla riflessione sull’uso della scrittura e i problemi che possono derivare dalla sua interpretazione. Nella sua ultima serie “Wordscapes”, indaga sul limite del linguaggio stesso. Al pari degli altri membri della Young British School, i suoi lavori hanno rivoluzionato gli standard dell’arte contemporanea concettuale.

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Jenny Saville

Conosciuta per la sua particolare rappresentazione di nudi, Saville ha totalmente ribaltato la classica accezione che un corpo debba essere ritratto nella sua perfezione, scegliendo come particolari chiave per le sue opere la carne e i suoi difetti. La tecnica pittorica che la contraddistingue è l’uso della vernice ad olio spessa, con un approccio espressivo e pittorico – simile a quello di Lucian Freud. Ad ispirare i suoi lavori c’è l’idea che creando rappresentazioni di corpi umani repellenti, in particolare di corpi femminili, si possa combattere proprio lo sfruttamento della bellezza femminile nell’arte.

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Rachel Whiteread

Prima artista donna ad aver vinto il Turner Prize nel 1993, Rachel Whiteread è meglio conosciuta per le sue riproduzioni degli spazi e dei luoghi che viviamo quotidianamente. Per le sue opere, utilizza materiali tipicamente associati a sculture, come intonaco e gomma. Il suo successo si riflette nei molti monumenti pubblici situati in molte città del mondo, tra cui il memoriale dell’Olocausto a Vienna e una scultura in resina chiara creata per il quarto zoccolo di Trafalgar Square.

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Maggi Hambling

Maggi Hambling è una pittrice e scultrice inlgese. I suoi lavori sono esposti in molte delle collezioni del Regno Unito. La mostra temporanea ‘Walls of Water’ del 2015 includeva dipinti commissionati direttamente dalla National Gallery Collection di Londra, per lo più costituiti da opere particolarmente espressive che descrivevano onde che si infrangono su una riva. Ciò che rende i suoi lavori così affascinanti è l’uso di materiali così vari e diversi che rispecchiano totalmente la varietà dei contenuti e di idee che va a rappresentare.

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Zaha Hadid

L’architetto iracheno-britannica è stata la prima donna a ricevere il Pritzker Architecture Prize per i suoi edifici neofuturistici, ma è anche conosciuta per la creazione di mobili visionari che riflettono le sue idee architettoniche. Ha progettato edifici in tutto il mondo, tra cui il Museo MAXXI di Roma e la Serpentine Sackler Gallery di Londra. L’architettura è spesso trascurata come una forma d’arte a causa della sua funzionalità , ma Zaha Hadid è riuscita a cambiare questa convenzione generale. È scomparsa nel 2016 all’età di 65 anni, a seguito di un attacco cardiaco mentre era in ospedale a Miami, dove era stata ricoverata per una bronchite.

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Alice Anderson

Avvolgendo oggetti quotidiani in fili di rame, trasformandoli in reliquie riconoscibili solo dalla loro forma geometrica, Alice Anderson crea memorie dell’era digitale, catturando gli oggetti come testimoni del nostro tempo. La Anderson richiama al processo di mummificazione degli oggetti in rame con la sua strategia del ricordo e aiuta lo spettatore ad apprezzare le piccole cose della vita che di solito diamo per scontate.

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Sarah Lucas

Sarah Lucas, parte della generazione degli Young British Artists, combina il media fotografico con collage e oggetti ritrovati e crea opere provocatorie e di forte impatto. Le opere per cui è maggiormente conosciuta sono quelle che riproducono corpi umani con oggetti e materiali inusuali. La Lucas si avvale spesso di un umorismo critico nel suo lavoro, al fine di mettere in discussione le convenzioni e ponendo in evidenza l’assurdità del quotidiano.

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Hannah Starkey

La fotografa Hannah Starkey ricostruisce scene dalla vita quotidiana, spesso ambientate nello scenario urbano. Ponendo in primo piano donne solitarie distratte da compiti ordinari, crea narrazioni che indirettamente affrontano questioni di genere e classe. A prima vista, la fotografia appare molto calma, ma sottende un significato più profondo legato al movimento dei diritti delle donne di oggi.

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Es Devlin

Sebbene alcuni possano non considerare i progettisti come artisti in senso proprio, il lavoro di Es Devlin ha rivoluzionato il design scenico. Utilizza proiezioni video innovative per creare effetti in tutti i diversi ambiti, teatro, opera, concerti e moda. La lista dei suoi successi è infinita e comprende gli spettacoli di Louis Vuitton, scenografie per Kanye West, Lady Gaga e Miley Cyrus, nonché la cerimonia di chiusura olimpica di Londra nel 2012.

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Rebecca Warren

Nata e vissuta a Londra, Rebecca Warren crea sculture che vanno da forme astratte a figure umane utilizzando per lo più argilla, acciaio e bronzo. Il suo lavoro affronta spesso la rappresentazione misogina del corpo femminile nella storia, riferendosi alle dee della fertilità e agli artisti come Willem de Kooning.

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Credits
Img. 1: Fiona Banner, Every Word Unmade, 2007, detail in Fiona Banner studio in 2006. David Roberts Collection, London. Courtesy of the artist.
Img. 2: Jenny Saville, Hybrid, 1997 Courtesy of Saatchi Gallery.
Img. 3: Rachel Whiteread, Judenplatz Holocaust Memorial, Vienna.
Img. 4 e di copertina: Maggi Hambling CBE Portrait by Jens Marrott, courtesy of National Gallery London
Img. 5: Zaha Hadid, Museo MAXXI, Roma.
Img. 6: Alice Anderson. Left: Bound, 2011. Right: 181 Kilometers, 2015. Photograph © Steve White, 2015. Courtesy of the Saatchi Gallery, London.
Img. 7: Sarah Lucas, ‘Pauline Bunny’ 1997. Courtesy of Tate
Img. 8: Hannah Starkey, Untitled – Newsroom 2005. Courtesy of Tanya Bonakdar Gallery
Img. 9: Es Devlin, Mirror Maze, commissioned by The Fifth Sense, a partnership between CHANEL
Img. 10: Rebecca Warren, Donald Young. Courtesy of the artist, Donald Young and Maureen Paley
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