9 termini artistici italiani da conoscere

Il Rinascimento è spesso considerato come il momento di maggiore picco nella storia dell’arte europea. Leonardo da Vinci , Raffaello e Michelangelo sono solo alcuni dei maestri che hanno rivisto l’estetica dell’Antica Grecia, riscoprendone le tecniche di esecuzione e rinnovando i metodi di produzione artistica. Molti dei termini d’arte allora emersi sono in uso ancora oggi.

Chiasmo

Il termine chiasmo si riferisce a una delle figure artistiche più popolari nella ritrattistica occidentale, sia nell’ambito della pittura che della scultura. Inventato dagli antichi greci nei primi anni del V secolo a.C., riesce a dare vita a figure statiche, infondendo loro un naturale senso di movimento. Il corpo ritratto in piedi appoggia tutto il suo peso su una gamba, l’altra metà del corpo segue delle curvature che rappresentano una statica più rilassata, che va dalla gamba al ginocchio.

Sebbene sia molto realistica ad osservarla, la posa ritratta in questo caso sarebbe molto inverosimile poiché estremamente scomoda da riprodurre fisicamente. Pensiamo alla posizione del David di Michelangelo (1501-1504). L’artista concettuale Bruce Nauman prova la goffaggine di questa storica posa nella sua performance video Walk with Contrapposto (1968), in cui l’artista prova a restare in posa mentre attraversa uno stretto passaggio.

 

Affresco

L’ Affresco – impiegato sia da Michelangelo per il soffitto della Cappella Sistina (1508-1512) che da Raffaello per Scuola di Atene (1509-1511) – è una tecnica di pittura murale risalente all’antichità. Per creare un affresco, gli artisti applicano una miscela di pigmenti in polvere e acqua per bagnare l’intonaco in calce; ciò induce un processo chimico che fonde il pigmento con la parete. Poiché l’intonaco tende ad asciugarsi rapidamente, gli artisti devono completare i loro affreschi in sezioni, ciascuna delle quali viene in gergo definita come “una giornata di lavoro”. Gli affreschi sono molto diffusi nell’arte dell’antica Roma e del Rinascimento italiano (per il clima caldo e secco italiano che fornisce le condizioni favorevoli per la loro conservazione) e nel corso del XX secolo li ritroviamo nell’arte di muralisti messicani come Diego Rivera .

 

Chiaroscuro

 

Il termine chiaroscuro si riferisce alla disposizione di luci e ombre in un’opera d’arte. Ad inventarlo si dice che fosse il grande maestro del Rinascimento Leonardo da Vinci, che scoprì che la profondità potesse essere rappresentata attraverso gradazioni lente di luce e ombra. Un secolo dopo, il pittore italiano Caravaggio ha guidato un nuovo metodo di chiaroscuri, utilizzando una singola fonte di luce, come ad esempio una candela accesa o una finestra aperta – per illuminare in modo drammatico le sue figure su uno sfondo scuro. Questa enfasi sul contrasto tonale si diffuse rapidamente in tutta Europa, con i seguaci dello stile caravaggiesco.

Per poter analizzare i chiaroscuri in pittura, un trucchetto è quello di cambiare l’immagine dell’opera esaltando la scala di grigi sul computer. Questo semplice trucco è ampiamente praticato nelle aule di storia dell’arte per poter studiare la struttura tonale di fondo di un dipinto, fotografia o di un film.

 

Sfumato

Sfumato è un’altra innovazione artistica attribuibile a Leonardo. La tecnica pittorica produce morbide transizioni sfumate tra i diversi toni di colore. L’esempio più famoso di sfumato è la Mona Lisa (1503-1506), caratterizzata nell’esecuzione da piccole gradazioni diverse quasi impercettibili tra luce e ombra ed è ciò che alla Gioconda il suo sorriso enigmatico, e le caratteristiche che definiscono la sua espressione-le curve delle sue labbra e lo sguardo nei suoi occhi sono mascherati sotto la nebbia dello sfumato.

Impasto

L’impasto è l’applicazione di uno spesso strato di pittura. A differenza dello sfumato, che viene ottenuto attraverso sottili pennellate invisibili, l’impasto è evidente sulla tela e conferisce alle immagini altrimenti piatte una struttura tridimensionale. L’impasto permette di riconoscere il tratto e il marchio del pittore che lo ha applicato, poiché di fatto rappresenta l’impronta e il gesto, estremamente individuali e unici. Maestri dell’arte barocca come Rembrandt van Rijn e Diego Velázquez utilizzarono l’impasto per mettere in evidenzia la lucentezza di gioielli di metallo o armature, tramite l’applicazione del bianco o della vernice, in maniera più spessa.

Per vedere se un dipinto ha aree di impasto, basta mettersi in piedi di lato all’opera; l’angolazione contribuirà a rivelare se l’immagine ha delle pennellate più cariche e spesse.

 

Pentimento

 

Pentimento si riferisce a una modifica apportata da un artista durante il processo di verniciatura, evidenziato da un’immagine nascosta all’interno dell’opera stessa. Gli artisti spesso alterano le loro composizioni, modificando o rimuovendo parti o tutto di una figura, e poi coprendo il tutto con un nuovo strato di vernice. Nel corso del tempo, questo rivestimento può svanire e rivelare la precedente versione del dipinto, il pentimento- che era stato nascosto sotto.

Con la tecnologia moderna, restauratori possono anche scoprire di un pentimento usando scansioni a raggi infrarossi e raggi-X. Lo studio del pentimento su un dipinto può essere parte del processo di autenticazione, poiché le opere d’arte originali tendono ad avere cambiamenti in corso d’opera nascosti, dettagli che le loro copie non hanno.

Tondo

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Un dipinto circolare o scultura è chiamato un tondo, un termine derivato dalla parola italiana rotondo per “rotonda”. Come il chiasmo, il tondo è un’invenzione antica greca, poi riproposto nel Rinascimento italiano. Alcuni dei primi esempi di composizioni rotonde si trovano sui vasi greci e coppe di vino (chiamate Kylix ) su cui sono rappresentate storie mitologiche, scene di vita quotidiana e motivi geometrici. Durante il Rinascimento, gli artigiani guardavano ai loro predecessori greci per decorare i piatti e medaglioni con immagini circolari, mentre pittori come Raffaello e Michelangelo hanno elevato la tecnica con la realizzazione di dipinti religiosi di grandi dimensioni.

Il tondo è divenuto nel corso del tempo fuori moda, soprattutto dopo che l’architetto e filosofo Leon Battista Alberti ha dichiarato che le tele rettangolari erano le sole idonee per il rendering di scene in prospettiva. Nell’arte contemporanea, invece, il tondo tende ad assumere un ruolo molto centrale attraverso le opere di artisti come Damien Hirst, il quale si rivolge alla forma rotonda nei suoi dipinti ButterflyDot e Splatter.

 

Sprezzatura (disattenzione studiata)

“Lo sforzo evidente è l’antitesi della grazia”, ha scritto lo scrittore rinascimentale Baldassare Castiglione, che ha coniato il termine sprezzatura nella sua guida al galateo “Il Cortegiano” del 1528.

Un cortigiano deve possedere la grazia (eleganza, raffinatezza); ma questa non deve essere mostrata troppo, non bisogna dare l’impressione di voler mostrare la grazia (il voler mostrarla è l’affettazione). Bisogna far finta di essere spontanei (questa qualità si chiama sprezzatura). L’arte consiste nel nascondere l’arte.

Castiglione ha scritto della sprezzatura meno di un decennio dopo la morte di maestri del Rinascimento come Leonardo da Vinci e Raffaello, tra i primi a rappresentare le donne in vista di tre quarti, in pose molto più rilassate rispetto all’impostazione del primo Rinascimento, quando era convenzione visualizzare donne di profilo. In alcuni di questi ritratti -come la Gioconda per esempio, il soggetto guarda oltre lo spettatore con uno sguardo di lieve noia, la massima espressione della lingua italiana sprezzatura.

 

Non Finito

 

I non finiti sono opere d’arte volutamente lasciate incomplete dai loro creatori. I più famosi esempi di non finito sono i Prigioni di Michelangelo, Lo Schiavo giovane, lo Schiavo che si desta, lo Schiavo barbuto e Atlante. Queste sculture parzialmente intagliate emergono da blocchi grezzi di marmo, e rivelano il processo di scultura.

La pratica rinascimentale di lasciare sculture incomplete può essere fatta risalire agli antichi greci filosofie di Platone. Secondo Platone, tutte le opere sono in qualche modo incomplete, in quanto non sono mai in grado di superare la bellezza del Divino. La scelta di lasciare un’opera incompiuta può essere un omaggio a questa idea, una manifestazione che, citando lo stesso Michelangelo, “La vera opera d’arte non è che un’ombra della perfezione divina”.

 

 

 

Credits:
Fonte: Artsy article “9 Italian Art Terms You Should Know“, by Sarah Gottesman
Immagini e illustrazioni courtesy of Artsy
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