Save the Date: dal 9 aprile Damien Hirst conquisterà Venezia

Dal 9 aprile 2017 la Fondazione François Pinault di Venezia esporrà le opere di Damien Hirst e la mostra ha tutti gli ingredienti per essere l’evento dell’anno nel settore contemporaneo.

Damien-Hirst-Butterflies.jpgIl magnate francese ha infatti deciso di stendere un vero tappeto rosso all’artista inglese, lasciandogli usare non solo Palazzo Grassi, come accade solitamente per le mostre monografiche, ma bensì il bad boy della young british art potrà disporre anche degli spazi di Punta della Dogana, nella perfetta architettura di Tadao Ando. 

Il progetto sarà curato da Elena Geuna, già curatrice delle monografiche di Rudolf Stingel nel 2013 e di Sigmar Polke nel 2016. 

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Hirst torna quindi a Venezia a  dieci anni dalla mostra inaugurale di Palazzo Grassi Where Are We Going?, passato proprio nel 2006 sotto la gestione di Pinault. L’artista inglese occupa infatti un posto imprescindibile nella collezione del Magnate del Gruppo PPR, come dimostrano le diversi occasioni espositive nelle quali l’ha voluto con sé come:  Una selezione PostPop nel 2007, A Triple tour alla Conciergerie di Parigi nel 2013 e Art Lovers al Grimaldi Forum di Monaco nel 2014.

Lo young british artist, non tanto più young, non ci pensa proprio a mollare e la sua galleria londinese, la Newport Street Gallery, dove l’artista espone la sua collezione, ha appena ricevuto il prestigiosissimo Stirling Prize assegnato dal Royal Institute of British Architects per il “Miglior Edificio Britannico del 2016” per il progetto dello studio Caruso St. John.

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Ma in breve chi è Damien Hirst?

Classe 1965 nasce Bristol e cresce a Leeds.

Dal 1986 al 1989 studia belle arti al Goldsmith College di Londra. Durante il suo secondo anno lavora all’organizzazione e alla curatela di Freeze, una mostra collettiva trampolino di lancio non solo per Hirst, ma per un’intera generazione di giovani artisti britannici, gli young british artist appunto.

Dalla fine degli anni ’80 realizza una vasta serie opere  con il fine di esplorare le complesse relazioni tra arte, bellezza, religione, scienza, vita e morte.

Provocatorio e dissacrante inizia a lavorare con animali e formaldeide attirandosi le ire degli animalisti, tanto che molte delle sue esibizioni sono spesso accompagnate da manifestazioni di protesta. L’accusa è di usare gli animali come oggetti di spettacolo in una visione antropocentrica della vita, come è accaduto per In and Out of Love. Per crearla l’artista ha sacrificato 9.000 farfalle.

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Altre passioni oltre quella per i cadaveri, sono per i medicinali, per i teschi tempestati di diamanti, le cicche di sigaretta, i pois colorati. L’attitudine da entomologo/ tassidermista mi fa sospettare che nel caso l’artista vi chieda di andare a casa sua per vedere la collezione di farfalle sarebbe meglio declinare l’invito, onde evitare il rischio di ritrovarsi in un cimitero di squali, mucche, vitelli, zebre e tutta la savana

Gusti strani questo Hirst.

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Non sono però solo gli animalisti ad avercela con lui. Hirst provoca, rivoluziona, sfrutta, mondanizza, serializza, e dissacra l’arte creando forte divisione negli ambienti critici tra chi lo ritiene un genio creativo e chi solo un genio del Marketing e della comunicazione. Non a caso tra i primi a scommettere sul all’epoca young artist fu il pubblicitario britannico Charles Saatchi.

Oggi le opere di Hirst vengono valutate fino a 70 milioni di dollari ed è tra gli artisti viventi più costosi al mondo.

 Attualmente vive e lavora tra Londra e Gloucester. Nel 2012 la Tate Modern di Londra, in contemporanea con le Olimpiadi Culturali, ha presentato una grande retrospettiva sul suo lavoro .

Save the date / Palazzo Grassi – Punta della Dogana Damien Hirst.
Venezia, Palazzo Grassi, Campo San Samuele 3231
Tel: 041 523 1680
Punta della Dogana, Dorsoduro 2
  • Venerdì, 7 aprile 2017: Anteprima per la stampa.
  • Sabato, 8 aprile 2017: Opening.
  • Domenica, 9 aprile 2017: Apertura al pubblico.
Credits:
Img di copertina: Veduta di Punta della Dogana, Venezia. Courtesy of Artslife.
Fig. 1: Damien Hirst. Courtesy of Artviatic.
Fig. 2: Damien Hirst, Mother and Child (Divided), 1993. Courtesy of the Artist.
Fig. 3: L’esterno della Newport Street Gallery. Photograph: Hélène Binet. Courtesy of The Guardian .
Fig. 4: Damien Hirst, The Physical Impossibility of Death in the Mind of Someone Living, 1991. Courtesy Artibrune.
Fig. 5: Damien Hirst, In and Out of Love, 1991, Courtesy of the Artist.
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